Alessandra 的个人资料"Perché noi siamo un blo...照片日志列表更多 ![]() | 帮助 |
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11月1日 NienteE allora ditelo, no?! Ditelo che doveva finire così, che ci voleva?! Via le foto. Via i pensieri. Mi mangio i ricordi, e mi pianterei un coltello nelle budella pur di cancellare. Schifo inesprimibile, e fermo le dita. Ho aperto all' odio, fottute lacrime, e facciamo festa, e odio i vostri giudizi, schifo inesprimibile. Inesprimibile. E non vedo più nemmeno i cocci, chi li ha portati via? Voi e i vostri maledetti giudizi. Maledette lacrime. Maledetto odio. Maledetto schifo. Maledetto dolore. Bastava dirlo. Via i pensieri. E non voglio niente. Niente, niente, niente. S-t-a-t-e-l-o-n-t-a-n-i-d-a-m-e. 10月31日 Senza condizioneVolto la pagina, e faccio finta di non conoscerti, fallimento, ti nego per tre volte finché il gallo canta, e se non canta vado avanti all'infinito. Raccolgo i cocci, ho finito la colla, butto tutto per aria, volto la pagina che tu hai letto, che tu hai amato. E butto per aria anche il tuo libro. I vestiti. I fogli. Scrivo, ma non ho direzione. Guido, ma non ho direzione. Mi studio la parte, non ho memoria. Non ho aria. Non ho voglia. Come stai? Non sto. Amore? Dov'è? E' andato via, e credo che ormai sia lontano, ché se lo chiamo non mi sente. Non credo che tornerà per cena. E non insistere, fallimento, ti ho detto che non ti voglio parlare. E dì all' odio di smetterla di citofonarmi. 10月15日 Silenzio.Riprovevole, è la gente che mi gira intorno Meschina, quando mi sorride Spregevole, quando mi chiede come sto Infida, quando mi domanda cosa ho fatto ieri sera Disgustosa, quando mi domanda che farò domani Pessima, quando mi parla dell'aumento del prezzo della benzina Ripugnante, quando pronuncia esaltata battute alle quali tutti ridono divertiti Infame, vile, ipocrita, la gente che mi gira intorno. Di fronte a tutto ciò io non posso che proclamare il mio mesto silenzio. Un silenzio che se fosse un grido spaccherebbe i timpani anche a Dio. 7月10日 Coitus non disputandum estPare che lasciare un uomo col pisello dritto sia uno sgarro tremendo. Credo che ai tempi della rivoluzione, in Francia, chi non esercitava al compagno masturbatio, fellatio, o qualsiasi altra pratica che gli facesse espletare lo schizzo santo, dopo avere avuto la terribile colpa di avergli provocato l' irrigidimento delle parti basse, fosse punibile con la ghigliottina. In atri paesi per tale inadempienza c'era la gogna, la lapidazione e fustigazione sulla pubblica piazza. Perché quando un uomo è eccitato, arrapato, arazzato, insomma ditela come ve pare, una donna è obbligata a farlo venire, schizzare, spruzzare, insomma ditela come ve pare. Ma questo 'ndo starebbe scritto? Su quale codice penale? Qualcuno saprebbe indicarmelo? Qualcuno saprebbe spiegarmi chi è stato quel geniaccio di un cazzone avariato che pur di svuotarsi i coglioni ha escogitato il ricatto morale a sfondo sessuale secondo il quale se una donna non ti fa, per l'appunto, svuotare i suddetti coglioni, sarebbe apostrofabile come: a. Frigida b. Ghiacciolo c. Pezzo de legno d. Una che non je piace scopà, "quando a tuuutte le donne piace scopà", per cui: dbis. Anormale e. Disadattata f. Psichicamente labile ? Cari cazzoni avariati, è mio dovere chiarire un paio di punti: sono una persona che se la cava discretamente in quasi ogni tipo di pratica sessuale e a cui piace pure, e parecchio (alzi la mano chi disdegna); sono un' igienista, mi piacciono i completi intimi molto intimi di ogni genere, i reggicalze, le autoreggenti, le calze a rete, i tacchi di 12 centimetri; il rossetto rosso, le unghie rosse, le chiappe rosse; eppure più volte sono stata apostrofata con gli aggettivi riportati al punto a, b, c, d. E forse anche f. E un pò, si, giusto un pò, avrei voglia di acchiapparvi tutti e mettervi insieme, per dirvi quanto siete stronzi. Voi e i vostri ricatti del cazzo. Invece no. Invece è alle donne che mi voglio rivolgere, che tanto a parlare con un uomo -anche possedesse questo un quoziente intellettivo superiore alla norma- si spreca sempre il quadruplo del tempo che se si parlasse ad una donna dal quoziente intellettivo quattro volte inferiore alla norma. Donne, è a voi che domando... ma prima di uscire con uno di 'sti cazzoni avariati: - chi cazzo ce lo fa fare a stare 45 minuti davanti allo specchio a metterci quell'ombretto celestino coi brillantini che ci piace tanto, e il mascara, e la cipria, e il lucidalabbra, che tanto poi il cazzone ci infila la lingua in bocca mandandoci tutto il lucidalabbra sul naso, ci tocca il viso togliendoci tutto il fondotinta, e al limite ci vuole schizzare pure in faccia mandando l'ombretto celeste al posto della cipria e il mascara nero sulle labbra, stile Mortisia coi brillantini dell' ombretto dentro le mutande, perlomeno si mettesse a levarli via con la lingua... ...se non si addormentasse troppo stanco per la schizzata del secolo. - chi cazzo ce lo fa fare a metterci quel vestito carinissimo pagato un casino, che il cazzone di turno ci toglie buttandolo a casaccio sotto agli altri vestiti incurante del fatto che si sgualcirà tutto e noi torneremo a casa non più col vestito col quale siamo uscite, ma co 'no straccio da spolvero? - chi cazzo ce lo fa fare a metterci quel completino intimo abbinato, che pe cercà de riaccoppià reggiseno e mutande che stavano spaiate in chissà quali cassetti abbiamo dovuto tirare fuori tutta la biancheria e seminarla per la stanza tipo visita dei ladri, che tanto poi il cazzone ce lo toglie, al buio, di corsa, e manco s'accorge de com'è fatto o se al limite portiamo le mutande che c'ha prestato nonna? - chi cazzo ce lo fa fare a lavarci i capelli, phonarli, stirarli, piastrarli, spumarli, laccarli, se quando torniamo a casa sono più grassi, gonfi e crespi di quanto sarebbero dopo una serata delle più umide passata in spiaggia a fasse i gavettoni co l'acqua del mare? - chi cazzo ce lo fa fare a depilarci ogni centimetro del nostro corpo quando il cazzone alla nostra richiesta "Togliti almeno un pò di peli, dai, pochi pochi!" ci risponde "E mica sò frocio io!", e però poi ci obbliga (vedi sopra) alla (vedi sempre sopra) fantomatica fellatio, costringendoci a ingurgitare e poi sputacchiare quei fastidiosissimi peli duri come 'nsesache, quando ci riusciamo... ovvero quando non ce sò già finiti in gola, costringendoci ad emettere strani suoni gutturali tipo gargarismi per cercare di liberarcene. Insomma, chi cazzo ce lo fa fare a truccarci, vestirci, pettinarci, improfumarci, metterci la scarpetta figa abbinata alla borsetta, perché un cazzone ci deve portare a cena, al cinema, al bowling, a una mostra, a bere un bicchiere di vino, quando quel cazzone, in realtà, vuole solo svuotarsi i coglioni, dopo la cena, il cinema, il bowling, la mostra, il bicchiere di vino? E allora noi, consapevoli di ciò, abbiamo due alternative: 1) O la smettiamo di truccarci, vestirci bene, pettinarci e depilarci... così forse la voglia di svuotarsi magari gli passa; 2) Oppure... ...esercitiamo le suddette attività con grande impegno, elevandole ai massimi livelli... e dopo essere uscite di casa più fighe di Christina Aguilera nei suoi realisticissimi videoclip musicali, gli regaliamo un kit pe fasse le pippe (lo potete trovare QUI) e lo rimandiamo a casa coi calzoni che di lì a poco c'avranno bisogno de 'na rammendata... così forse prima o poi comincerà a capire che SCOPARE NON E' UN OBBLIGO... E QUANDO FARLO LO DECIDIAMO NOI. Che tanto non siamo in Francia ai tempi della rivoluzione, e gogna, lapidazione e fustigazione in Italia non sono più legali. 6月6日 Quo usque tandem Catilina abutere patientia nostra?Chissà come ti sentivi da bambina quando ti rubavano i giocattoli, quando spiavi dalla serratura della porta, quando correvi, senza fiato, e arrivavi ultima, e sudata ti accasciavi sulla terra bollente di una giornata d'estate passata per strada a giocare, a contemplare la sconfitta; chissà se lo percepivi, il confine tra amore e dolore, tra il perdono e l'errore, e chissà se qualcuno ti ha mai insegnato il rispetto, il ritegno, l'inganno, il sospetto. E chissà quanti oltraggi tenterai ancora goffamente di compiere, quante provocazioni hai in serbo, e su quale immaginario codice hai letto e fatto tuo il diritto di appropriarti di cose che appartengono ad altri, o di impedirne a questi ultimi il godimento. Assillante, avvilente, soffocante, deprimente, inquietante, deterrente. Piattola, sanguisuga, mignatta, parassita, sei una malattia per cui ancora non hanno inventato un vaccino, e impossibile da debellare. Vorrei che tu sparissi, ti polverizzassi, eclissassi, dileguassi, dissolvessi, vergognassi per quello che sei, per quello che non sei, e siccome so che non lo farai, io sto qui a vergognarmi per te. E a trovarti una qualsivoglia giustificazione che mi impedisca di detestarti, disprezzarti, disonorarti, infamarti, insultarti, umiliarti, per non sporcarmi di te, di quello di cui sei sudicia, del maleodore che emani. Ne è pieno il mondo, di Te. E questa, nettamente, è una delle ragioni per cui questo mondo, a me, fa un pò schifo. 6月2日 Niente da dichiarareI love you... Baby I love you I am in love with you And I know you love me Every time I see your face Dangerously in love... I love, love, love you, love, love you I love you... I love you, I love you, I love you, I love you Dangerously in love... 5月13日 .Alessandra non dorme Alessandra piange tutta la notte ma nessuno la sente Alessandra non ci crede più e si chiede se si può vivere senza Alessandra cancella i ricordi dove non c'è verità Alessandra pensa a tutto lo schifo che c'è al mondo e non capisce lei che c'entra Alessandra ripensa a tutte le bugie e si domanda perché a lei Alessandra che pensava che stavolta era diversa e invece era sempre la stessa Alessandra è che forse è stata troppo cattiva e deve essere punita Alessandra non è abbastanza loquace Alessandra non è abbastanza forte Alessandra non è abbastanza. 5月12日 .Che tutta la mia sofferenza serva a qualcosa; serva a prendere il mio cuore fatto a pezzi e a cercare di rimetterne insieme qualcuno; serva ad aiutare a tirare su il mio amore, buttato a terra e calpestato, umiliato, distrutto; serva ad asciugare le mie lacrime, quando non ci sono più lacrime, quando il dolore è così lacerante che non senti dolore, quando vorresti solo morire. Io, fatta a pezzi, io, devastata, io, senza respiro, senza forza, senza vita, nel vuoto, un vuoto immenso, io, e la paura, paura che quel vuoto non verrà mai più colmato. Quando credevi di aver già sofferto e non sapevi di non sapere cos'era la sofferenza. Come amare, come credere, come vivere ancora? Non c'è vita adesso. Non c'è amore adesso. Non esisto più. Adesso. 4月18日 Questa notteMe ne sto qui, a piangere sulla mia faccia, sui miei vestiti, sul mio pavimento. Il respiro spezzato. La voce del mio io interiore prova a confortarmi, ma io vorrei solo sprofondare sottoterra, chilometri sottoterra, dove il mondo si capovolge ed io a testa in giù vedrei dritto tutto quello che va storto, e sentirei il profumo dei fiori rosa, e vedrei i colori dell' arcobaleno quando non piove. Vorrei dirle di stare zitta, stramaledetta voce del cazzo. Ma che ne sai tu, delle lacrime che qua fuori mi stanno bruciando la faccia? Ma quella voce in questo momento è l'unica presenza che mi sta vicino. Il respiro spezzato. Non riesco ad alzare lo sguardo, e lo tengo fisso su quel pavimento dove le lacrime continuano a formare cerchietti più scuri delle mattonelle. Tutti i miei pensieri sono diventati calore, insopportabile calore che mi infuoca la testa, e occhi che si appannano, e tempie che battono, e voglia di perdere completamente i sensi, e sprofondare nel mondo capovolto di prima. Crepe nere, immagini dei miei pensieri. Il respiro spezzato. Il mio amore schiaffeggiato, violentato, legato, costretto ad assistere alle perverse proiezioni della mia turpe mente. E' sconvolto che non riesce nemmeno a strillare, per quanto vorrebbe. Mentre le lacrime gli bruciano la faccia, e gli bagnano i vestiti, e la corda che lo lega. So che vorrebbe scappare, nel mondo capovolto, o ancora più lontano, che si vergogna delle lacrime, che si sente soffocare, e desidererebbe solo sparire. Lo so, e non riesco a dirgli niente. Gli offro un lembo del mio fazzoletto. Cerco di confortarlo, come voleva fare con me il mio io interiore. Ma nemmeno lui si sente meglio. Mi continua a fare domande, ma col rumore che fanno le crepe nel creparsi di più, le sue domande non le riesco a percepire. Il respiro spezzato. Mi prega di distrarlo. Di raccontargli delle mie peripezie adolescenziali; dei miei viaggi; o di quando mia madre mi portava a mangiare il gelato in quel posto dove lo facevano bene. Di mettergli un film degli anni ’50. Ma io non ricordo più che anno è oggi, e non so dove sono gli anni ’50. Le braccia lungo i fianchi. Lo sguardo basso, e spento. Le lacrime mi bruciano la faccia. Passerà, questa notte? 4月16日 La Gatta morta"Sapendo che l'uomo è per natura animale orgoglioso, la gattina morta sfodera da subito le sue arti seduttive: lo ascolta guardandolo fisso negli occhi, prestandogli la massima attenzione, anche quando parla delll'ultimo acquisto del Milan o dell'indice Nasdaq e non le interessano minimamente, annuisce in continuazione con stampato sulla faccia un finto sorrisino. Non gli va mai contro e lo difende a spada tratta di fronte al mondo. La gatta morta chiama la sua preda sempre per nome. Dalla sua boccuccia di rosa non si sentono mai uscire i classici nomignoli da piccioncini innamorati. Quando lui si allontana dal gruppo, non lo lascia mai scappare ma lo raggiunge. Gli tocca la guancia, gli dà un bacino sulla fronte, ma soprattutto non gli fa mai capire se sono gesti di amicizia oppure di qualcos'altro... E cerca di prolungare quest'ambiguità per più tempo possibile. È proprio questa incertezza che suscita l'interesse verso di lei, e la gatta morta lo sa bene. Paroline dolci a voce bassa e un po' rauca, per poi riprendere un discorso serio che sarà interrotto da una risata seducente, grazie alla quale esibirà un sorriso splendente ma sempre misterioso, buttando la testa all'indietro e agitando i suoi lunghi capelli. Una volta che riesce a catturare l'uomo che le interessa, la gatta morta scappa, lo evita: si tratta solo di una mossa strategica per essere ancora più ricercata e per farlo impazzire." (da un articolo di "Libero") Ora: ammesso che, secondo il mio modesto punto di vista, ci sono donne biologicamente predisposte a fare la gatte morte e donne che non riuscirebbero a portare avanti un simile nauseabondo comportamento per più di tre minuti e mezzo (per fortuna/purtroppo io sono tra queste), riconosco che, sempre secondo il mio modesto parere ci sono due tipi di gatte morte: - La gatta morta con ritegno. - La gatta morta e basta. La prima è colei che sfodera occhioni dolci, sorrisini ammiccanti e frasette ambigue con il semplice intento di conquistare colui che ha intenzione di conquistare. Colui che le piace, che le interessa e dal quale vorrebbe essere notata. Colei che possiede un certo ritegno che la induce a non cagare sulla moquette con uomini che non appartengono a lei ma ad altre. Questa è stata da me ribattezzata anche gatta morta innocua, anche perchè se la mettiamo in questi termini allora sono gatta morta anch'io. La pietra dello scandalo dell' intero genere femminile è la gatta morta e basta. Quella che fa di questo atteggiamento uno stile di vita. Quella che gli effetti speciali per niente speciali li usa per conquistare tutti. Fidanzati, sposati, separati, divorziati, vedovi, padri di famiglia, omosessuali. A lei lo stato civile non interessa, a lei interessa tenere il maschio "appeso", sedotto, sbavucchiante al suo seguito. Lei sbatte i ciglioni incozzati di rimmel davanti a qualsiasi individuo abbia l'apparato riproduttivo differente dal suo. Ora, si sa che gli uomini su alcuni discorsi sono proprio ottusi per natura. Questo discorso è uno di quelli. Per loro la gatta morta è solo una distorta proiezione della mente della propria moglie/fidanzata/amante/amica/interlocutrice; è solo una donna tanto dolce e gentile. E soprattutto una che li ascolta e capisce. Si, praticamente è come una sorella. In realtà la suddetta più che dolce e gentile è solo molto furba...oddio, "molto"...a rigirarti un maschio come un pedalino quando sei gatta morta non è che ti ci voglia poi una gran furbizia... Colui che invece pensa d'essere il gran furbo della situazione è proprio lui, l'uomo, che credendo di essere molto stimato dalla gattina è convinto di essere lui a condurre il gioco...ignaro che è solo l'ennesimo poveretto che finisce nelle sue grinfie. Alcuni di voi al "Maddai è solo una tua proiezione..." spesso mi aggiungono un "...non è che per caso sei un pò invidiosa?" Innanzitutto vi invito a visionare le mie foto. Se non v'è bastato vi chiarisco che l' irritazione provocatami da tali soggetti in circolazione non è dovuta ad invidia bensì alla tristezza che provo nel vedere un esserino che si sbatte ogni giorno nel disperato tentativo di apparire furbo, sveglio, forte e duro, completamente ammammaluccato appresso a un bel culetto, due occhioni dolci e una vocina ammaliante. Del resto è prettamente inutile cercare di risvegliarlo dal suo intontimento cercando di fargli capire con chi ha a che fare. Le gatte morte sono un' istituzione. Ma come scrisse qualcuno: la gatta morta per me è quella che finisce sotto un' auto...la gatta morta è morta! VIVA LA GATTA MORTA! 4月8日 L-O-V-E3月30日 .Sola. Io non posso aspirare a nulla di diverso dal restare sola. Perché sono un' insopportabile bisbetica, impudente, arrogante, odiosa, insolente, scontrosa, più acida di un Muller; del 1976. Una testa di cazzo. Questo è quello che sono. Si, sono proprio una gran testa di cazzo. Sono completamente incapace di farmi amare, ammirare e sopportare. E più mi dico di non volere essere uguale alle persone che ho intorno ogni giorno, più mi rendo conto di essere ignominiosamente la più completa espressione dei lati più repellenti del loro essere. E più dimostro a me stessa di essere diversa, e mi prometto di dimostrarlo anche al mio prossimo, più l'unica cosa che riesco pragmaticamente ad essere è una testa di cazzo. E l'unica cosa che riesco a fare è rovinare tutto. Non mi merito niente, dovrei vivere da sola senza lo straccio di una persona che mi telefoni per sapere come sto, che mi citofoni per chiedermi che faccio stasera o che mi dica che valgo qualcosa. Non valgo un cazzo, io. Perché non riesco a dire alle persone quanto ci tengo, quanto le amo, quanto non voglio che se ne vadano, non riesco a dare un abbraccio, a dire qualcosa di carino, a sorridere, ad aprire la mia stramaledetta bocca per fare qualcosa che non sia ingurgitare cibo o dire cose che inevitabilmente feriranno qualcuno, cose che io non voglio dire, ma che però dico, perché forse è più comodo; restarmene nel mio guscio di merda come le lumache, per uscire fuori solo quando diluvia e in giro non c'è più nessuno. E pur di stare comoda, anche stavolta preferisco farmi detestare dalla persona più bella che sia potuta capitare nella mia vita. E invece di ringraziare Gesù Cristo, la Madonna, tutti i Santi, Dio, Visnu, Buddha, Brahma, Atman, Javhè, Mitra, Confucio, Lao Tze, Iside, Osiride, e le congiuzioni astrali per il semplice fatto che questa persona sia capitata proprio lì dov'ero io, proprio quel giorno, proprio a quell' ora, l'unica cosa che riesco a fare è rovinare tutto. Perché sono una testa di cazzo. Una grandissima testa di cazzo. 3月13日 AmamiHo sognato di spingere l'acceleratore e desiderare la meta sempre più vicina, dicendomi di smetterla, ma non credendoci, e ho sognato di sedermi sopra di te e guardare i tuoi occhi incollati ai miei, senza nemmeno respirare, senza ragionare, quando un brivido toglie tutto il posto a una parola, e la parola se ne va, lontano, fino a non essere più ritrovata, fino a togliermi tutta la voglia di andarla a cercare. E cerco te, i tuoi silenzi, che si incrociano con le mie domande che si domandano quanto ci sia di vero in quei tuoi sguardi, in quel brivido, e se non era meglio ascoltare la parola che è fuggita, chissà dove, se non era meglio rincorrerla, prenderla, gridarle di tornare dov'era, ché forse un brivido non ci basta, e non ci basta uno sguardo. Ho sognato di chiedermi se ti amo, e di rispondermi di no, ma nel sogno sognavo di amarti, con un brivido, uno sguardo, una parola, e ti amavo così tanto che continuavo a chiedermi se fosse vero, che continuavo a desiderare di non svegliarmi, di non svegliarti, di entrare nel tuo sogno per dirtelo che ti amo, ma ti amo davvero, non a metà, non a intermittenza, io ti amo di quell'amore di cui è fatta la sostanza dei sogni, quell'amore che sta lì, impunito, forte, più forte di te che gli gridi di andarsene, che gli gridi che non lo vuoi, che gli gridi che è solo un amore come tutti gli altri, e come quelli che hai provato fino a quel momento, mentre lui rimane lì impunito a farti capire che è diverso, che lui è l'amore dei sogni. Anche ad occhi aperti. Amami... Non a metà, né a intermittenza... amami di sogno. 3月11日 Per amore o per giocoMi sono persa, senza cartina, in mezzo a un prato dove i pochi fiori che riescono a nascere, ogni tanto, vengono distrutti dalla grandine della tua nuvola. Certe volte il prato diventa un filo d'erba, dove io cammino senza paura di cadere. E la paura di cadere che non ho diventa paura di camminare su quel filo dove io cammino senza paura di cadere. E la paura di camminare sul filo diventa paura di avere amore, di dare amore, di togliere amore. L'amore che non si spreca. L'amore già sprecato ancora prima che io mi domandi se l'abbia sprecato. L'amore che non c'è, perché non ci deve essere, che si nasconde, che scappa via, che non torna più, perché quando c'era facevamo in modo che non ci fosse. L'amore di troppo. L'amore offeso. L'amore disperso, buttato via. L'amore che si incontra, chissà dove, con altri amori dispersi, o buttati via. Forse i nostri amori si incontreranno lì, in quel chissà dove, e si ameranno, senza badare a noi che li offendiamo. E che non li sappiamo amare. 2月6日 I deficienti...e come se io non avessi già abbastanza problemi seri ai quali pensare, ci si mettono pure I DEFICIENTI... Puah... che razza di categoria... Ti rompono i coglioni con le loro storielle da due spicci e poi si lamentano perché gli dai dei consigli... ...ma allora che cazzo vuoi che ti risponda, deficiente? Che cazzo ti vieni a lamentare a fare, deficiente? Ma passa il tempo a giocare al solitario col computer, o a guardarti allo specchio e domandarti perché sei così bello, deficiente. Non ci venire a rompermi i coglioni a me, che al solitario col computer ci gioco solo quando mi voglio dimenticare che sono troppo intelligente e che però mi metto a sprecare il mio preziosissimo tempo per cercare dei consigli da dare a te, deficiente. E perdo tempo anche dopo, poi, a domandarmi per quale ragione tu quei consigli manco li capisci... deficiente. Anche a me capita di raccontare le mie storie agli altri, ma mica sono una deficiente io... ...al massimo sono una persona che certe volte si dimentica di essere intelligente. Nel senso che me ne dimentico per quel breve periodo in cui decido di venire a raccontare le mie storie a te che le giudichi col metro dei deficienti, e poi mi pento d'averlo fatto, perché nel momento in cui le mie storie sono venute a contatto col tuo encefalo sono immediatamente diventate deficienti anche loro. Ci sono i deficienti a tempo pieno: per esempio c'è il deficiente impunito, che lo sa benissimo di essere deficiente, e se ne fa onore. E allora eccolo lì a ostentare la sua deficienza con chiunque ci venga -anche solo per sbaglio- a contatto. Arriva, ti racconta le sue vicenducole con tutta la deficienza di cui Nostro Signore lo ha rifornito, e tu pensi "Mamma mia... ma com'è stato possibile che io mi sia ridotto a sostenere conversazioni con un tale deficiente?" e poi sei costretto a cercare a fondo nella tua deficienza, magari quella degli anni passati, dei consigli deficienti da dare per storie deficienti. E li trovi, e li condisci di tutta la saggezza di cui sei provvisto, e li esprimi con la lingua degli intelligenti, senza renderti conto che il destinatario parla solo la lingua dei deficienti: come pensi che possa capirli? E infatti non li capisce, e ti dice che sono consigli fasulli o che, al peggio, sono consigli pieni di cattiveria che tu gli dai PER TE, MICA PER LUI... Poveri deficienti... quanta pena mi fanno, i deficienti. Se io avessi potuto fare qualcosa per ME, caro il mio deficiente, avrei semplicemente evitato di darteli, i consigli, ed anche di ascoltare le tue storielle che a me me fanno proprio ride, oltre che perdere tempo e di conseguenza energie vitali. Invece il deficiente ha l'intuizione geniale: quella di malignare, perché pensa che forse malignando riesce a farti credere di non essere proprio del tutto deficiente e, al limite, si convince pure di riuscire a farti credere che il deficiente sia tu. Ed ecco allora il secondo tipo di deficienti: il deficiente convinto di essere intelligente. Ti vomita addosso parole di vendetta perché a lui -secondo me- ogni tanto viene il dubbio che forse non riuscirà mai ad essere intelligente quel tanto che basta, neanche se inventassero la liposuzione al cervello e lui potrebbe così eliminare tutte quelle cellule morte che gli impediscono una normale attività cerebrale. Ci prova disperatamente a mettersi sulla sedia dell'intelligente e a far sedere te su quella dei deficienti, ma non lo sa, non lo sa che mentre lui si sforza disperatamente di fare questo, diventando tutto rosso in viso come quando si sforza per fare la cacca, tu sei già avanti, così avanti che ti stai domandando cosa dovrai comprare domattina quando andrai a fare la spesa al supermercato, e stai seriamente pensando che forse è davvero il caso di fare una lista. Ma peggio ancora è il deficiente ironico: quello che sa perfettamente di essere deficiente ma vuole provare per forza a fare finta di non esserlo. E' quello che, il mondo intero lo ha capito che è un deficiente, ma fa finta di non saperlo, fa finta di reputarlo almeno un minimo capace, per accontentarlo un pò, e per tenergli nascosta un pò della crudezza della vita. Però lui se ne approfitta. E tratta tutti come deficienti, con ironia -un' ironia chiaramente deficiente- non sapendo che siamo noi altri, in realtà, che gli stiamo facendo il favore di trattarlo come un intelligente. Però lo sospetta. E allora indignato, e ironico, si affanna a cercare di farti capire che tu non dovresti dargli dei consigli, perché non gli servono! Perché lui è intelligente da solo, anche se si comporta platealmente come ciò che è: un deficiente. E allora cari lettori intelligenti, cominciate a negare i vostri preziosi consigli al deficiente ironico, perché è il primo della categoria che non se li merita. E anzi, fateglielo capire che è un deficiente, invece di sprecarvi a fargli il favore di fargli pensare il contrario. E poi, fatelo capire anche a tutti gli altri deficienti, quanto sono deficienti. Che forse cominceranno a chiedersi se sia il caso di iniziare anche solo a riflettere sull' eventualità di intraprendere il percorso che porta dalla non-intelligenza o dalla totale deficienza all' essere non-deficienti o totalmente intelligenti, proprio come facemmo noi in tempi non sospetti. O almeno, non così tanto. 1月17日 Maledetto il giorno che t'ho incontrato!...disse Carlo Verdone a Margherita Buy, o meglio Bernardo a Camilla nel noto film del 1992. Glielo disse sbattendole la porta in faccia. Quale portone di abnormi dimensioni dovrei sbatterti in faccia, io? Però non ho portoni a portata di mano. E anche se ce li avessi certamente tu non ci verresti a bussare. E non ho più dita per contare gli sbagli che ho fatto. E le illusioni mi tolgono la memoria, che quasi non mi ricordo più il mio nome. La mattina apro gli occhi, sento freddo e ti amo un pò. Poi sento l'oroscopo e ti amo un altro pò. Mi lavo e ti amo, mi vesto e ti amo, mi metto a studiare e il mio amore si perde tra le pagine del mio libro, tra le smanie rivoluzionarie garibaldine e la nascita del partito socialista. Con l'arrivo del pomeriggio decido che non ti devo amare, e ricomincio a contare i miei sbagli. Vorrei chiamarti per chiederti in prestito le tue dita, che le mie le ho finite. Però non ti chiamo perché mi ricordo che non ti devo amare. Poi le tue dita non me le presteresti mai, sono troppo preziose per te. E io non me le merito, perché io non sono preziosa per niente. Io sono il niente, e sono il tutto, che si confonde tra migliaia, milioni, miliardi di tutto e niente. Io sono solo due occhi, una bocca, due gambe, due scarpe col tacco. Mangio mentre faccio finta di non amarti, e mi lavo i denti prima di andare a letto e ti amo ancora, ché a forza di guardarmi allo specchio mi sono dimenticata che non lo dovrei fare. Perché io non sono il tuo specchio, e non rifletto te, e tutto quello che vorresti che io fossi, che dicessi, che facessi. Non sono te, perciò non esisto. Non esisto tra i tuoi sguardi distratti e i tuoi capelli spettinati. Non esisto nell' odore del tuo giubbotto di pelle o in tutte le parole che lasci scorrere, e scorrere ancora, verso chi è sordo e non ti ascolta. Quando mi metto a letto il mio amore si perde tra le righe colorate del mio piumone, e sembra voglia giocare a nascondino tra le pieghe delle mie lenzuola. Però io lo ritrovo sempre. Lo sgrido, prima di addormentarmi, e lo vorrei mettere in punizione, che forse capirebbe che dovrebbe comportarsi un pò meglio. Ma è così indifeso nella sua ingenuità che io proprio non ce la faccio a rimproverarlo, e gli lascio fare quello che vuole. La mattina mi viene a svegliare, insieme al pensiero di te. E io continuo a non ricordarmi il mio nome. 1月6日 La mia generazione"Ma hai 23 anni... sai quanti te ne capiteranno ancora...!"
"Ma hai 23 anni... ti devi divertire!" Ecco, queste sono due delle frasi più idiote che un essere vivente e pensante possa pronunciare. Anzi, fatemi un favore, cari lettori del mio blog: semmai doveste trovarvi ad interagire con me, semmai dovessimo sostenere una conversazione non pronunciate MAI queste due frasi. Perché? Ve lo spiego io. Che cosa mi sta a significare "Ti devi divertire!" ? Questa frase, solitamente, dovrebbe significare che, avendo 23 anni ed essendo vagamente piacente, notevolmente intelligente, e discretamente affascinante, dovrei: - crearmi un immaginario album Panini dal titolo "Tutti i maschi che me sò fatta" e cominciare ad appiccicarci figurine a casaccio magari catalogandole attentamente per a) marca di automobile b) colore dei capelli c) reddito annuo (moda peraltro assai diffusa tra le leggiUadre fanciulle della mia adoratissima generazione) - andare a ballare tutti i venerdì e/o i sabati nei locali fescion, quelli conosciuti dai più (meglio ancora se bazzicati da vipS) - passare le feste -prima fra tutte il capodanno- rigorosamente in compagnia di amici in qualche locale fescion dei suddetti, dove mi sòlano 150 euri però mi offrono un bicchiere con 20 millilitri di drink -che culo!- E se invece io volessi avere un uomo vicino (si, uno solo), che magari potrebbe anche potenzialmente essere il futuro padre dei miei futuri figli, quindi rinunciare al suddetto album e alla suddetta catalogazione, se volessi stare a casa tutti i venerdì e/o i sabati, e magari anche tutti gli altri giorni della settimana, per passare la serata a farmi una partita a scala 40, o a guardarmi un film mentre mi bevo una tazza di latte sul divano col mio plaid fucsia sulle gambe (magari dividendolo col suddetto potenziale futuro padre dei miei futuri figli), e se volessi passare capodanno con la mia famiglia, strombazzando follemente mentre faccio il trenino coi miei 3 nipoti (io faccio la locomotiva), o giocando alla briscola di fine anno con mia nonna che poi ogni volta che je dici "Giochiamo a briscola, nonnì" lei applica le regola della scopa e ogni volta che je dici "Giochiamo a scopa" se lamenta perché non c'ha nemmeno un carico, NUN VE STA BENE? Questo significa "non divertirsi" ? Io mi devo DIVERTIRE per forza come intendete VOI, o posso anche divertirmi come intendo IO? Che poi... capirai... oh... alla fine c'ho solo 23 anni... SAI QUANTI ME NE CAPITERANNO ANCORA... Questa di frase, poi... qualcuno mi spiegherebbe gentilmente che vuol dire? Ma soprattutto dovreste spiegarmi se voi, prima di dire una stronzata del genere, ci avete pensato... oppure se vi è uscita così, solo perché è una delle banalità più trite&ritrite che si sentono pronunciare oggi da chi parla per luoghi comuni perché va di moda ma in realtà non capisce un cazzo di quello che sta dicendo? Onestamente non so quale sia peggio delle due ipotesi. Non capisco se una frase del genere rappresenti un mettere in dubbio i miei costumi, giudicandoli facili... oppure se è proprio una minaccia. Ma perché mi dovrebbero capitare ancora tutti 'sti "sai quanti"? Ma chi li vole?! E, ditemi, chi ha emanato questa legge, ha anche indicato in un qualche suo articolo l' età approssimativa verso la quale solitamente si smette di dire "HAI X ANNI, SAI QUANTI TE NE CAPITERANNO ANCORA..." ? E ve l'avrei detto io che voglio tutti 'sti "sai quanti", prima di trovare quello definitivo? Se è così, ero ubriaca. Ma visto che io sono astemia sono più propensa a credere che sia stata una conclusione alla quale siete giunti per vostra iniziativa. Non le prendete più 'ste iniziative... Piuttosto spiegatemi per quale arcano motivo VOI avete deciso che a me me ne capiteranno ancora "sai quanti". Perché è questo che non capisco. Ma fateveli capità a voi e/o all' amiche vostre tutti 'sti "sai quanti", che io nun li vojo. La verità è che oggi si parla perché parlano tutti, e non si capisce troppo bene quello che si dice: l'importante è che sia la stessa cosa che dicono tutti. La verità è che io la mia generazione "la schifo e la odio". Mi dai un bacio e poi sparisci. Ché tanto oggi tutti baciano tutti, che significato c'ha un bacio? Io ho mai forse baciato te che stai leggendo queste righe? (esonero i miei "ex" che leggono regolarmente il blog dal rispondere a questa domanda) T'ho mai baciato? No, perché probabilmente non mi interessi. Perché quando io bacio qualcuno significa che mi interessa, e che il mio bacio implica sempre una volontà di conoscenza. Non che sparisco. Dopo un bacio. E dopo una scopata? Uhhh, dopo una scopata... Che tutti si scopino tutti, tanto ormai quello c'ha meno valore di un bacio. Ormai si scopa più in quel senso, anziché nel senso di ramazzare il pavimento. C'è gente che c'ha casa piena de briciole e polvere, però scopa che è 'na meraviglia. Capisco le prostitute, perlomeno loro si scopano uno stasera, uno domani, e uno dopodomani, ma lo fanno per soldi. Ma le suddette leggiUadre fanciulle della mia generazione, che lo fanno per il -sempre-suddetto "divertimento"? Chi le capisce quelle? Io no. Perché io la mia generazione "la schifo e la odio". Perché non c'è più un cazzo di valore, e io e te che siamo rimasti in due ad averne siamo due "vecchi" nella migliore delle ipotesi, o due "bacchettoni", oppure semo "morti e nse ne semo accorti". Purtroppo qua secondo me l'unica cosa ad essere morta è l'unico neurone posseduto da (quasi) tutti gli esponenti della mia generazione (che schifo e che odio)... ...di solitudine, poraccio... E se queste sono le premesse... ...è proprio la solitudine che vince... ...dieciazerodieciazero... 1月2日 Ciao, 2007!Quante cose vedo, se mi guardo indietro...
Un 2007 iniziato in terra straniera... con 4 acini d'uva rimasti nella mia scodella stretta fra le mani ancora tremolanti dai disastri del pomeriggio di quel maledetto 31 dicembre fra le lacrime... La fine di una storia dopo 3 anni, la fine di "amicizie" che reputavo tali ma che in realtà non lo erano... Tanti incontri... tante persone di passaggio nella mia vita, entrate e uscite nello stesso modo in cui si entra ed esce, distrattamente, dalle porte scorrevoli di una metropolitana... La musica, mia unica certezza... ...e tutte le mie serate, i cd, le basi, i duetti col socio, Francesco, Thomas, Patrizio, e incollarsi le casse, i cavalletti, le tastiere, i mixer, e i leggii che nel massimo momento di catarsi della migliore canzone del repertorio fanno sempre PLUF, e s'ammosciano... Le serate a teatro, e fare l' una con le prove... Esami... all' università e nella vita... Una strepitosa vacanza a Barcellona... E tutti i miei sbagli... Volere bene sempre alla persona sbagliata, quella che non riesce a volere bene a me... Tutti coloro che c'erano già... e tutti coloro che sono arrivati dopo... Tutte le persone meravigliose che mi ha regalato questo 2007 appena passato... ...le persone che insieme a lui sono andate via... le persone che ho ritrovato... E tutti i miei litigi... E tutte le mie illusioni... E tutti i miei sogni... I miei progetti... E Mister M... e i suoi petti di pollo bruciati... Io ho mangiato TUTTI gli acini d'uva, questa volta... ...e il 2008 sarà strepitoso... perché io ho deciso così! "...e ruberò per te la luna se il buio ti farà paura e se... ...non troverai più dentro te la bianca immagine di me..." 12月31日 "Ti volevo chiamare""Ti volevo chiamare..." E' la più grande stronzata sentita da quando l'uomo ha inventato il telefono. Oltre a "Penso di...", chiaramente. Sappiatelo. Si, perché se "mi volevi chiamare" mi chiamavi. Non che dopo mi vieni a dire "Ti volevo chiamare". E perché non mi avresti chiamato? Forse non ti funziona il tasto del 4, se il mio numero ha troppi 4? O hai la tosse e temendo che i microbi della tosse viaggino nell' etere non volevi contagiarmi? Oppure la temperatura elevata dovuta all' irraggiamento solare convertitosi in radioazione riflessa grazie alle superfici circostanti il tuo telefono ha fatto si che lo stesso ti si liquefacesse tra le mani nell' atto stesso di comporre il mio numero. Si, deve essere stato questo. Perché TU mi VOLEVI proprio chiamare... ...e se fosse stato un... "PENSO DI... VOLERTI CHIAMARE..." ... ??? |
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