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日志


10月15日

Silenzio.

Riprovevole,
è la gente che mi gira intorno
Meschina,
quando mi sorride
Spregevole,
quando mi chiede come sto
Infida,
quando mi domanda cosa ho fatto ieri sera
Disgustosa,
quando mi domanda che farò domani
Pessima,
quando mi parla dell'aumento del prezzo della benzina
Ripugnante,
quando pronuncia esaltata battute alle quali tutti ridono divertiti
Infame, vile, ipocrita,
la gente che mi gira intorno.

Di fronte a tutto ciò io non posso che proclamare il mio mesto silenzio.
Un silenzio che se fosse un grido spaccherebbe i timpani anche a Dio.
4月16日

La Gatta morta

"Sapendo che l'uomo è per natura animale orgoglioso, la gattina morta sfodera da subito le sue arti seduttive: lo ascolta guardandolo fisso negli occhi, prestandogli la massima attenzione, anche quando parla delll'ultimo acquisto del Milan o dell'indice Nasdaq e non le interessano minimamente, annuisce in continuazione con stampato sulla faccia un finto sorrisino. Non gli va mai contro e lo difende a spada tratta di fronte al mondo. La gatta morta chiama la sua preda sempre per nome. Dalla sua boccuccia di rosa non si sentono mai uscire i classici nomignoli da piccioncini innamorati. Quando lui si allontana dal gruppo, non lo lascia mai scappare ma lo raggiunge. Gli tocca la guancia, gli dà un bacino sulla fronte, ma soprattutto non gli fa mai capire se sono gesti di amicizia oppure di qualcos'altro... E cerca di prolungare quest'ambiguità per più tempo possibile. È proprio questa incertezza che suscita l'interesse verso di lei, e la gatta morta lo sa bene. Paroline dolci a voce bassa e un po' rauca, per poi riprendere un discorso serio che sarà interrotto da una risata seducente, grazie alla quale esibirà un sorriso splendente ma sempre misterioso, buttando la testa all'indietro e agitando i suoi lunghi capelli. Una volta che riesce a catturare l'uomo che le interessa, la gatta morta scappa, lo evita: si tratta solo di una mossa strategica per essere ancora più ricercata e per farlo impazzire."
(da un articolo di "Libero")

Ora: ammesso che, secondo il mio modesto punto di vista, ci sono donne biologicamente predisposte a fare la gatte morte e donne che non riuscirebbero a portare avanti un simile nauseabondo comportamento per più di tre minuti e mezzo (per fortuna/purtroppo io sono tra queste), r
iconosco che, sempre secondo il mio modesto parere ci sono due tipi di gatte morte:

- La gatta morta con ritegno.
- La gatta morta e basta.


La prima è colei che sfodera occhioni dolci, sorrisini ammiccanti e frasette ambigue con il semplice intento di conquistare colui che ha intenzione di conquistare. Colui che le piace, che le interessa e dal quale vorrebbe essere notata.
Colei che possiede un certo ritegno che la induce a non cagare sulla moquette con uomini che non appartengono a lei ma ad altre.
Questa è stata da me ribattezzata anche gatta morta innocua, anche perchè se la mettiamo in questi termini allora sono gatta morta anch'io.

La pietra dello scandalo dell' intero genere femminile è la gatta morta e basta.
Quella che fa di questo atteggiamento uno stile di vita.
Quella che gli effetti speciali per niente speciali li usa per conquistare tutti
Fidanzati, sposati, separati, divorziati, vedovi, padri di famiglia, omosessuali. 
A lei lo stato civile non interessa, a lei interessa tenere il maschio "appeso", sedotto, sbavucchiante al suo seguito. 
Lei sbatte i ciglioni incozzati di rimmel davanti a qualsiasi individuo abbia l'apparato riproduttivo differente dal suo.

Ora, si sa che gli uomini su alcuni discorsi sono proprio ottusi per natura. Questo discorso è uno di quelli.
Per loro la gatta morta è solo una distorta proiezione della mente della propria moglie/fidanzata/amante/amica/interlocutrice; è solo una donna tanto dolce e gentile. E soprattutto una che li ascolta e capisce. Si, praticamente è come una sorella.
In realtà la suddetta più che dolce e gentile è solo molto furba...oddio, "molto"...a rigirarti un maschio come un pedalino quando sei gatta morta non è che ti ci voglia poi una gran furbizia...
Colui che invece pensa d'essere il gran furbo della situazione è proprio lui, l'uomo, che credendo di essere molto stimato dalla gattina è convinto di essere lui a condurre il gioco...ignaro che è solo l'ennesimo poveretto che finisce nelle sue grinfie.
Alcuni di voi al "Maddai è solo una tua proiezione..." spesso mi aggiungono un "...non è che per caso sei un pò invidiosa?"
Innanzitutto vi invito a visionare le mie foto.
Se non v'è bastato vi chiarisco che l' irritazione provocatami da tali soggetti in circolazione non è dovuta ad invidia bensì alla tristezza che provo nel vedere un esserino che si sbatte ogni giorno nel disperato tentativo di apparire furbo, sveglio, forte e duro, completamente ammammaluccato appresso a un bel culetto, due occhioni dolci e una vocina ammaliante.
Del resto è prettamente inutile cercare di risvegliarlo dal suo intontimento cercando di fargli capire con chi ha a che fare.
Le gatte morte sono un' istituzione.
Ma come scrisse qualcuno: la gatta morta per me è quella che finisce sotto un' auto...la gatta morta è morta!
VIVA LA GATTA MORTA!

4月8日

L-O-V-E

L is for the way you look at me

O is for the only one I see

V is very, very extraordinary

E is even more than anyone that you adore and...



cuore 


Niente da dichiarare.
3月13日

Amami

Ho sognato di spingere l'acceleratore e desiderare la meta sempre più vicina,
dicendomi di smetterla, ma non credendoci,
e ho sognato di sedermi sopra di te e guardare i tuoi occhi incollati ai miei,
senza nemmeno respirare, senza ragionare,
quando un brivido toglie tutto il posto a una parola, e la parola se ne va, lontano,
fino a non essere più ritrovata, fino a togliermi tutta la voglia di andarla a cercare.
E cerco te, i tuoi silenzi, che si incrociano con le mie domande che si domandano quanto ci sia di vero in quei tuoi sguardi,
in quel brivido, e se non era meglio ascoltare la parola che è fuggita, chissà dove,
se non era meglio rincorrerla, prenderla, gridarle di tornare dov'era,
ché forse un brivido non ci basta, e non ci basta uno sguardo.
Ho sognato di chiedermi se ti amo, e di rispondermi di no,
ma nel sogno sognavo di amarti, con un brivido, uno sguardo, una parola,
e ti amavo così tanto che continuavo a chiedermi se fosse vero,
che continuavo a desiderare di non svegliarmi, di non svegliarti, 
di entrare nel tuo sogno per dirtelo che ti amo,
ma ti amo davvero, non a metà, non a intermittenza,
io ti amo di quell'amore di cui è fatta la sostanza dei sogni,
quell'amore che sta lì, impunito, forte, più forte di te che gli gridi di andarsene,
che gli gridi che non lo vuoi,
che gli gridi che è solo un amore come tutti gli altri,
e come quelli che hai provato fino a quel momento,
mentre lui rimane lì impunito a farti capire che è diverso, che lui è l'amore dei sogni.
Anche ad occhi aperti.
Amami...
Non a metà, né a intermittenza... amami di sogno.
3月11日

Per amore o per gioco

Mi sono persa, senza cartina, in mezzo a un prato
dove i pochi fiori che riescono a nascere, ogni tanto,
vengono distrutti dalla grandine della tua nuvola.
Certe volte il prato diventa un filo d'erba,
dove io cammino senza paura di cadere.
E la paura di cadere che non ho diventa paura di camminare su quel filo
dove io cammino senza paura di cadere.
E la paura di camminare sul filo
diventa paura di avere amore, di dare amore, di togliere amore.
L'amore che non si spreca.
L'amore già sprecato ancora prima che io mi domandi se l'abbia sprecato.
L'amore che non c'è, perché non ci deve essere,
che si nasconde, che scappa via, che non torna più,
perché quando c'era facevamo in modo che non ci fosse.
L'amore di troppo.
L'amore offeso.
L'amore disperso, buttato via.
L'amore che si incontra, chissà dove, con altri amori dispersi, o buttati via.
Forse i nostri amori si incontreranno lì, in quel chissà dove, e si ameranno,
senza badare a noi che li offendiamo.
E che non li sappiamo amare.
1月2日

Ciao, 2007!

Quante cose vedo, se mi guardo indietro...

Un 2007 iniziato in terra straniera... con 4 acini d'uva rimasti nella mia scodella stretta fra le mani ancora tremolanti dai disastri del pomeriggio di quel maledetto 31 dicembre fra le lacrime...
La fine di una storia dopo 3 anni, la fine di "amicizie" che reputavo tali ma che in realtà non lo erano...
Tanti incontri... tante persone di passaggio nella mia vita, entrate e uscite nello stesso modo in cui si entra ed esce, distrattamente, dalle porte scorrevoli di una metropolitana...
La musica, mia unica certezza...
...e tutte le mie serate, i cd, le basi, i duetti col socio, Francesco, Thomas, Patrizio, e incollarsi le casse, i cavalletti, le tastiere, i mixer, e i leggii che nel massimo momento di catarsi della migliore canzone del repertorio fanno sempre PLUF, e s'ammosciano...
Le serate a teatro, e fare l' una con le prove...
Esami... all' università e nella vita...
Una strepitosa vacanza a Barcellona...
E tutti i miei sbagli...
Volere bene sempre alla persona sbagliata, quella che non riesce a volere bene a me...
Tutti coloro che c'erano già... e tutti coloro che sono arrivati dopo...
 Tutte le persone meravigliose che mi ha regalato questo 2007 appena passato...
...le persone che insieme a lui sono andate via... le persone che ho ritrovato...
E tutti i miei litigi...
E tutte le mie illusioni...
E tutti i miei sogni...

I miei progetti...

E Mister M... e i suoi petti di pollo bruciati...

Io ho mangiato TUTTI gli acini d'uva, questa volta...
...e il 2008 sarà strepitoso... perché io ho deciso così!

"...e ruberò per te la luna se
il buio ti farà paura e se...
...non troverai più dentro te la bianca immagine di me..."



ManonaCapodanniana
12月18日

Ode al Telefono Cellulare

Ma chi cazzo lo ha inventato il cellulare?
Voglio dire, avevamo il telefono fisso. Non bastava?
Se la gente ci voleva cercare, parlare, disturbare, poteva farlo sul telefono fisso, no?!
Il signor Martin Cooper non si poteva fare una passeggiata in un bosco, il 3 aprile del 1973, a contemplare le bellezze della primavera, anziché mettersi a fare telefonate?
Chi cazzo doveva chiamare di così urgente, quel giorno?
Ah, beati gli anni sessanta.
Quando se avevi voglia di parlare con la persona che ti piaceva dovevi per forza prendere la Lambretta e andarle sotto casa; poi la invitavi al Piper a sentire Patty Pravo o Caterina Caselli, oppure la portavi in qualche baretto a sorseggiare chinotto a tempo di twist.
E non avevi bisogno di spegnere il cellulare per evitare che qualche genitore apprensivo o qualche ammiratore focoso ti rompesse i coglioni.
Non ci pensavi proprio, al cellulare, mentre ballavi il twist.
Adesso vai a ballare l'house e te lo tieni sempre stretto dentro i pantaloni superattillati, così che si vede quella protuberanza oscena ingrossarti la tasca anteriore, la posteriore nella maggior parte dei casi.
Oppure, se i tuoi pantaloni non hanno tasche, te lo metti al collo con l'apposito laccetto, ma non ti da fastidio, ché tanto oggi i cellulari sono talmente ultrapiatti-leggeri-minuscoli-e-brillantinati che quando te lo metti al collo col laccetto lo puoi far passare tranquillamente per una collana con un ciondolo un pò più vistoso del solito.
Poi ti serve perché mentre balli ti devi fare le foto. Col flash, ovviamente.

Neanche più a fare telefonate serve, il cellulare; ma a fare le foto con tanto di flash.
E poi serve a mandare gli essemmesse.
Quelli pieni di kappa e di parole ridotte alle sembianze di codici fiscali.
"Nn sai qnt m manki tvtttb grz d tt".
Eh? Ma che c'è scritto? Ma che cos'è? C'è anche un dizionario essemmesse-italiano/italiano-essemmesse in commercio?
E il dramma è che la sovracitata deturpazione della lingua italiana è paradossalmente diventata una lingua nazionale, per gli adolescenti soprattutto.
Che poi, oh...
C' avete fatto caso che quando aspetti la telefonata della vita la batteria è sempre, matematicamente scarica, e tu sei fuori casa e non ti sei portato il caricatore appresso o se ce l'hai non c'è una presa elettrica nell' arco di un paio di chilometri?
Oppure che quando non dovrebbe squillare sta sempre a suonare, e quando invece aspetti un'importantissima telefonata di lavoro/amore/similari col rosario in mano e i santini in tasca non c'è il minimo verso che faccia anche solo finta di squillare?
Oppure squilla troppo e mai per mano della persona da cui aspetti fremente una telefonata o un messaggio!
Una mattina sostieni un colloquio per il lavoro che hai sempre sognato e il capo ti dice che ti farà sapere, e la sera stessa, guarda caso, incontri l'uomo più bello, sexy, dolce e simpatico del pianeta terrestre, e gli lasci il numero: stai tranquillo che dal giorno dopo ti comincia a cercare chiunque, la tua amica tirchia che non t'ha mai chiamato, tua nonna che sta facendo le prove per usare il cellulare nuovo, tuo nipote che ti manda essemmesse perché si è attivato la Christmas Card, quel tuo cugino di Sgurgola Marsicana che non sentivi dal lontano '88 e che quest'anno si è ricordato di farti gli auguri di natale, tua madre che ti dice di buttare la pasta che sta per arrivare... tranne la persona che col rosario in mano e i santini in tasca aspetti ti telefoni.
E tu sei lì che inebetito ti guardi quel tuo maledetto cellulare, vai al bagno e lo lasci nell' altra stanza sperando al tuo ritorno nell' effetto sorpresa del vedere una cornettina o una bustina, ma niente... allora capita che ti ci metti a parlare.
Ebbene si, siamo arrivati addirittura a sostenere conversazioni con il telefono cellulare, pensando che magari, perché no, prima o poi questo possa anche risponderci!
"Perché non squilli? Dai... che ti costa... Perché non squilli? Perché non ti illumini? Squilla! Squilla, cazzo, che ti ho fatto anche la ricarica da 50 euro e ti ho comprato il calzino per non farti graffiare!" e lui sta lì, inerme, con lo schermo spento, a prendersi i nostri insulti.
Nel peggiore dei casi si disintegra, poveraccio, scaraventato a terra perché non ha squillato per un giorno intero.
Ma... in fondo non è colpa sua, se è stato inventato.
E se viene esteticamente reso sempre più bello, colorato e brillantinato è solo perché sia più piacevole per noi restare a fissarcelo per tutto il tempo in cui aspettiamo che squilli.
Col rosario in mano e i santini in tasca.

CELLULARE DI MERDA!



cellulare